
Il titolo è quantomeno azzeccato: The Fighter non è solo la storia di un lottatore (anzi, più di uno), ma soprattutto non parla solo della lotta sul ring, quanto dei conflitti in senso più ampio.
Il centro della vicenda riguarda un ex pugile, Dickie (Christian Bale), che deve allenare il fratello (anzi, fratellastro) Mickey (Mark Wahlberg) per un incontro che dovrebbe riportarlo in auge, dopo tanto tempo fuori dal ring.
Sembrerebbe un semplice film sul pugilato, ma in realtà contro cosa combattono tutti loro?
Abbiamo Dickie che deve lottare contro la dipendenza dal crack che lo sta letteralmente consumando, e che gli procura non pochi guai.
Mickey deve vedersela con una famiglia (e soprattutto con una madre) che non esita a buttarlo in competizioni fuori dalla sua portata, rischiando così di annullare definitivamente la sua carriera.
E infine c'è Charlene (Amy Adams), una giovane e attraente barista che arriva a turbare il già sconvolto clima di questa famiglia nonostante faccia del suo meglio per andare d'accordo, e soprattutto per stare al fianco di Mickey.
Se c'è qualcosa che mi ha lasciato questo film, è il pensiero che a volte dobbiamo scegliere da soli la strada giusta da percorrere, ma abbiamo comunque bisogno dell'aiuto altrui per proseguire. Lo so, è un po' contorto, ma non saprei spiegarlo diversamente. Se guardate il film capirete perché.
Una nota speciale va fatta per Christian Bale: la sua forma fisica mi ha ricordato molto quella de "L'uomo senza sonno", anche se qui non è così magro. Mi chiedo come faccia a sopportare questo continuo cambio di forma fisica, soprattutto dopo i due capitoli della saga di Batman, in cui appariva assai più muscoloso, e soprattutto in vista del terzo, per il quale presumo dovrà di nuovo allenarsi.
Comunque sia, complimenti a Bale, l'interpretazione gli è valsa il premio oscar come miglior attore non protagonista.
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